martedì 25 agosto 2009

Senzatetto, ma con lo stage

E’ quasi tempo d’autunno, è quasi tempo di stage giornalistici per tutti gli aspiranti a un mestiere inflazionato, dequalificato, improbabile e sempre più impreciso. Ma non importa. Per assecondare il daimon socratiano che vive in ciascuno di noi, il sacro fuoco di una passione inconsapevolmente incontenibile, si fa questo e altro. Ve lo ricordate Elle, il mensile patinato di moda, pesante come un catalogo di opere d’arte e leggero come la vanità più sfrenata, con centinaia di modelle ritratte mentre sfilano in passerella, con lo sguardo ieratico e bizantino, perso nel vuoto e leggermente incazzato? Ecco. Elle ha offerto uno stage di quattro mesi a una ragazza di 24 anni. Si chiama Bri e fa la blogger. Clamoroso: non proviene da nessuna scuola di giornalismo, e magari sa fare la giornalista pure meglio (cosa non molto improbabile). Inoltre, Bri ha un segno particolare inquietante: è una senzatetto, di quelle che cambiano spesso città a bordo della propria auto, unico posto dove poter trascorrere la notte. Altro che segnalazioni, telefonate di rito, presentazioni ineccepibili. Bri si è fatta avanti da sola, con un gesto dei più classici: inviare il proprio curriculum alla redazione del giornale.
E se in Italia, senza santi in paradiso, nessuno ti si fila, il curriculum diventa cartastraccia e non ti degnano neppure di una risposta cortese, la columnist di Elle non soltanto ha risposto, ma ha addirittura offerto alla stagista un posto. Lectio magistralis per editori, direttori e caporedattori, da farci un pensierino…

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

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