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domenica 22 gennaio 2012

Sanremo 2012: ecco chi fa le valigie

Scoperchiare il vaso di Pandora è un rischio troppo grosso da correre, che diventa pericolo se si tratta di far uscire in anteprima spezzoni di brani che poi saranno interpretati sul palco dell’Ariston. O peggio, se si rispolvera un disco non proprio inedito. Così scivola su una buccia di banana con un errore clamoroso Gigi D’Alessio, reo di aver fatto ascoltare ai fan in anteprima su facebook il suo brano “Respirare”. Quindi la coppia più oscena di questa edizione del festival, D’Alessio-Bertè, è stata finalmente cacciata dal cast. Stessa sorte è toccata alla cantante jazz poco conosciuta in Italia ma famosissima all’estero, Chiara Civello, perché il suo brano “Al posto del mondo” era già stato presentato due anni fa alle selezioni dei giovani dall’ex concorrente di X Factor 2, Daniele Magro. Cresce l'attesa per i nomi dei big che subentreranno al loro posto.




Niente festival neppure per Tamara Ecclestone. Causa: troppi capricci. E gli organizzatori hanno perso  davvero la pazienza. Cachet troppo alto, quello richiesto da Victoria Beckham, che rischia pure lei una sonora bocciatura. In compenso ci sarà Federica Pellegrini, ospite di una serata.
Intanto quello di Samuele Bersani resta finora il testo più interessante. Il pallone sarà un affresco surreale di un mondo fiacco, dove l’unico segno di movimento è dato appunto dal pallone.
A seguire, il testo di Emma, scritto da Kekko Silvestre, leader del Modà, gruppo col quale l’eroina di Amici si è presentata a Sanremo l’anno scorso. Il brano “Non è l’inferno” racconta la disperazione di un uomo che si sente tradito dal suo Paese. Della serie: l’attualità colpisce nel segno.
La coppia inedita Lucio Dalla- Pierdavide Carone sembra volersi appiattire un po' troppo su 4 marzo 1943. Ma è ancora tutto da vedere (e soprattutto da ascoltare). E poi le recenti dichiarazoni di Dalla su un festival definito "una finta festa" non giocano proprio a suo favore.
Ma in fondo al vaso scoperchiato c’è ancora una speranza: che l’amore cantato da Francesco Renga, vincitore di Sanremo 2005, colpisca al cuore della giuria e del pubblico. Metaforicamente parlando, s'intende...

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

venerdì 23 dicembre 2011

Sanremo 2012: un festival social pop

In tempo di crisi, mamma Rai - come contropartita dell'aumento del canone - infiocchetta per bene una delle poche certezze d’Italia: il Festival di Sanremo. Nell’ edizione numero 62, in onda in prima serata su Raiuno dal 14 al 18 febbraio, mai come quest’anno nazional-popolare, mai come quest’anno social. Non a caso tra i big in gara svettano i già ben collaudati Toto Cutugno e Al Bano, rispettivamente alla 16esima e alla 15esima partecipazione.
Cambiano le mode, ma gli stereotipi no. Quelli al palco fiorito del teatro Ariston fanno solo bene. E all’italiano trombato da Monti, che per consolarsi suona con la chitarra in mano (della serie canta che ti passa), pure. Così come il predicozzo attesissimo di Adriano Celentano. Il molleggiato infatti sarà il superospite di quest’anno. “Basta con questi snobboni stranieri”, i commenti rimbalzano già da mesi nei corridoi di viale Mazzini. Tranne per Tamara Ecclestone, s’intende, pur sempre nata a Milano, anche se la figlia di Bernie, il boss della Formula 1 fa la bambola a Londra.


Un Festival interattivo, e appunto social. Che quest’anno apre ufficialmente le porte delle selezioni per i giovani e ad una golden share che il pubblico potrà riservare a uno dei big direttamente da facebook, attraverso la pagina “SanremoSocial”, che conta già oltre 25.000 contatti. Una bella idea del direttore artistico Gianmarco Mazzi.
A condurre il Festival torna, dopo il successo di ascolti dell’anno scorso. Con una media di oltre 11 milioni di spettatori e uno share del 47, 78 per cento, l’eterno ragazzo della canzone italiana Gianni Morandi, una certezza made in Italy anche questa, affiancato da Rocco Papaleo (andranno d’accordo?...).
A rappresentare la musica cantautorale ci sarà Eugenio Finardi, dopo il rifiuto di Roberto Vecchioni (“a vincere l’anno scorso ho avuto culo, ma averne due volte di seguito è davvero impossibile”). Insomma, nell’anno della crisi e del nuovo governo Sanremo punta tutto sulle storiche certezze all’italiana. W l’Italietta degli spaghetti al dente, del caffè ristretto e della moviola della domenica in tv. Questa sì che, direbbe l’ex ministro Renato Brunetta, è l’Italia migliore.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)