lunedì 24 ottobre 2011

Al via il Grande Fratello 12: un reality multicasting

Tre, due, uno, via. Riparte la più trasandata commedia all’italiana del piccolo schermo. Il Grande fratello. Qualcosa di più di un semplice reality. Un quadretto grottesco sceneggiato nei minimi dettagli. Nei 2000 metri quadrati della casa più spiata d’Italia, in diretta 24 ore su 24 su Mediaset Premium e ogni lunedì sera in prima serata su Canale 5, si consumeranno ancora congiure e tradimenti, litigi e complotti, con un linguaggio non proprio da Accademia della Crusca (si spera che non venga pronunciato il nome di Dio invano, pena un taglio di 50 mila euro sul montepremi ad ogni bestemmia) e idealità non troppo nobili. Il tripudio horror-tribale dei più bassi istinti troverà ancora una volta sfogo in pianti accorati e risate fragorose, amplessi malcelati, pose non troppo chic e abitudini da homo di Neanderthal. Il confessionale sarà ancora il siparietto di una serie di maschere che recitano apposta per l’ occasione. E l’Italia impicciona s’appassiona e s’infiamma. Endemol incassa. Mediaset è soddisfatta. E già si attende una prassi più chiara e trasparente per il televoto, nelle ultime edizioni nel mirino di reclami e chiacchiere per presunte irregolarità. Alessia Marcuzzi, conduttrice alla portata di tutti, strizza l’occhio da gran ruffiana allo stile low cost di H&M, il marchio che la vestirà nella prima puntata.

La prima inquilina annunciata è Claudia Letizia, 32enne napoletana con la passione per il Burlesque. Claudia  Letizia ha già partecipato ad un reality sul Burlesque in onda su Sky ed è conosciuta per lo più nelle televisioni locali dove spesso si cimenta a vestire i panni dell’inviata come tifosa del Napoli.
Primo concorrente ufficiale è Mario Erminto, un modello ventenne di Brindisi ma milanese d’adozione. Poi c’è Kirian, un misterioso principe indiano, che, secondo quanto rivelato da Alessia Marcuzzi, sarebbe in cerca di moglie. Presente anche un personaggio dal cognome illustre: Leone Guicciardini, nipote del celebre storico e poeta del XIV secolo Francesco Guicciardini. Ilenia Pascarelli, 25 anni, romana vorace dalla bellezza mediterranea.

Il reality dovrebbe andare in onda per 27 puntate. Nel cast c’è di tutto. Dai sudisti convinti ai nordisti per  convinzione e nascita. Dai nobili ai plebei. Certo è che si potrebbe evitare di creare l’illusione che tutti possano partecipare. E pure la fatica di migliaia di casting in tutta Italia. Visto che alla fine i nomi che spuntano sono sempre quelli di chi gravita in un modo o in un altro nel mondo dello spettacolo.
Quest’anno è il caso di Claudia Letizia, già nota al pubblico televisivo campano e a quello satellitare con il reality Lady Burlseque in onda su Sky. Oppure di Luca Di Tolla, modello che ha già una ricca pagina con tanto di book e scheda nel sito dell’agenzia che ne cura l’immagine e ha già lavorato per Endemol al format in onda su RaiUno, I Soliti Ignoti. Anche Mario Ermito è tra i concorrenti con un ricco curriculum nel mondo dello showbiz: vince il titolo di modello più bello d’Italia nel 2009, partecipa anche lui a I Soliti Ignoti, a Ciao Darwin 6 e sfila per numerose case d’abbigliamento.

Ecco. L’ennesimo teatrino ipocrita di chi vuol far credere che in certi ambienti c’è posto per tutti, con migliaia di inutili casting sparsi per l’Italia e videocasting attraverso il sito del programma. Sì, certo. Un posto si trova sempre. Magari dopo essere passati da un’agenzia coi numeri giusti. A proposito: il montepremi in palio per il vincitore sarà di 250 mila euro. Quanto meno se si è troppo sfigati per diventare una star tutta lustrini a paillettes, si avrà la consolazione di non rimanere morti di fama. Ops, di fame.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

sabato 15 ottobre 2011

Il Festival internazionale del Film di Roma sfida la Lega col Risorgimento sul set

Roma che scimmiotta Cannes o, peggio ancora, Venezia. Galan che fa "marameo" ad Alemanno ("di due rassegne non c'è bisogno). E Alemanno che risponde con una smorfia di disappunto a eventuali cancellazioni. Pillole di cinema in un red carpet scolorito. Non più rosso porpora ma rosa antico. Il Festival internazionale del Film di Roma è al suo sesto fiacco compleanno e veste abiti sgualciti. Come dire se Cannes e Venezia vestono in smoking, la kermesse romana veste decisamente casual. Sarà perché nel salvadanaio destinato ai finanziamenti ci sono appena 200.000 euro, somma alquanto esigua al paragone coi nove milioni di euro destinati a fare del Lido per una settimana intera una passerella ambita anche per le star di Hollywood. Sarà per questo che il Festival del Film di Roma, nato sotto il segno di Goffredo Bettini e la benedizione di Walter Veltroni, prodotto dalla fondazione Cinema per Roma, negli ultimi due anni ha visto ridimensionare di gran lunga le sue aspettative diventando un puntino appena visibile nell’universo cinematografico. Certo, ha attraversato indenne il cambio di bandiera al Campidoglio, quando tutti pensavano che il nuovo sindaco Gianni Alemanno avesse dato alla manifestazione il ciak finale senza happy end né possibilità di repliche. Ma su questo gli artisti di casa nostra si sono dovuti ricredere perché il festival esiste ancora. Anche se da un paio d’anni è passato decisamente in sordina. Eppure va avanti, anche se con affanno e senza particolari clamori. Quest’anno saranno 133 le pellicole provenienti da 27 Paesi a sfilare su quel tappeto scolorito dal 27 ottobre al 4 novembre, all’Auditorium Parco della musica.


Ad aprire i battenti sarà “The lady”, il nuovo film del produttore e regista francese Luc Besson sull’attivista  birmana Aung San Suu Kyi, tornata libera dopo vent’anni. Chiuderà invece la versione restaurata di “A colazione da Tiffany”.
In programma: Noomi Rapace dalla saga scandinava di Larsson a Babycall di Pal Sletaune; Kristin Scott Thomas in La Femme du cinquième di Pawel Pawlikowski; Charlotte Rampling in The Eye of the Storm di Fred Schepisi; Zhang Ziyi in Love for Life di Gu Changwei; Isabelle Huppert in Mon Pire Cauchemar di Anne Fontaine; Micaela Ramazzotti per Avati; Valeria Golino per Cotroneo; Claudia Gerini per la Spada.
Scontato l’omaggio per i 150 anni dell’Unità d’Italia con un viaggio nell’identità italiana dal sonoro al muto, con la prima della pellicola muta “Rotaie” di Mario Camerini in versione restaurata.
La madrina del festival sarà Luisa Ranieri e il Marc’Aurelio all’attore andrà a Richard Gere. C’è attesa per My week with Marilyn di Simon Curtis (sezione ufficiale “Fuori concorso”) e Butter di Jim Field Smith (sezione ufficiale Alice nella città). Douglas Gordon (Glasgow, 1966), vincitore del Turner Prize nel 1996, uno dei più importanti artisti internazionali, sarà al Festival Internazionale del Film di Roma con una nuova versione della sua installazione video più celebre “24 Hour Psycho” (1993). Accanto a questa installazione, Douglas Gordon esporrà una serie di fotografie che ritraggono celebri attori del cinema italiano.
E proprio perché la politica ormai è come il prezzemolo e si ficca dappertutto, in continuità con l’ impegno a sostenere il cinema emergente italiano, il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri con Fondazione Cinema per Roma inaugurano, in questa VI edizione, la “Vetrina dei giovani cineasti italiani. Sarà il pubblico a decretare il vincitore.
Un occhio di riguardo che sa tanto di contentino sarà quello per i corti cinematografici in un concorso rivolto agli studenti. Le mostre saranno dedicate a Monica Vitti, a Pier Paolo Pasolini, al Risorgimento sul set. Per quest’ultima, chissà se i leghisti apprezzeranno…


Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)


venerdì 7 ottobre 2011

Rai-Mediaset: la stagione televisiva del "copia-incolla"

Piove sul bagnato. Nella nuova stagione televisiva da poco iniziata, nulla di nuovo sotto il cielo dei palinsesti. E come se non bastasse, sembrerebbe l’anno del copia- incolla tra Rai e Mediaset, per la verità già cominciato qualche tempo fa. Ad aprire le danze di questa simpatica querelle all’ultimo clone fu “Io Canto”, programma di Gerry Scotti apparso in prima serata su Canale 5, la fotocopia esatta di “Ti lascio una canzone”, gara canora per bambini condotta con successo su Raiuno da Antonella Clerici. Un ping pong di accuse tra Rai e Mediaset, che alla fine scivolano nel terreno sdrucciolevole dell’ambiguo. E si finisce a tarallucci e vino. Quindi i due programmi vanno in onda entrambi. Al massimo, resta l’amaro strascico di qualche lamentela della Clerici disseminata sui giornali. Poi è la volta del quizzone preserale, dove a  contendersi gli spettatori prima erano Amadeus e Gerry Scotti, adesso sono Paolo Bonolis e Carlo Conti. Ma c’è anche la copia di Forum, storico programma di Rita Dalla Chiesa, volto di Rete 4 prestato a Canale 5. E il tribunale televisivo entra nelle case degli italiani anche su Raiuno con Veronica Maya, che con nonchalance lascia scivolare le polemiche nel suo impermeabile fradicio di opportunismo. “Mattino Cinque” con Federica Panicucci e Paolo De Debbio scimmiotta a suo modo Uno Mattina, storico contenitore mattutino di Raiuno. Un egregio “copia-incolla” all’inverso.

Il salotto pomeridiano di Silvia Toffanin viene preso a modello da Lorella Landi con le sue “Amiche del sabato”. Quest’anno è toccata a Milly Carlucci dover fronteggiare l’imitazione del suo “Ballando con le stelle” col controverso “Baila” di Barbara D’Urso, sfoderato dal cilindro del Biscione all’improvviso. Questi i casi più eclatanti, ma di programmi-clone ce ne sono anche altri. Ogni suggerimento è bene accetto. Per esempio, resterebbe da copiare il re dei reality, il Grande Fratello, magari con qualche altro parente dell'albero genealogico (chessò, un'edizione della grande suocera, per esempio). In prime time sul primo canale Rai spunta "Me lo dicono tutti", programma di sit-com combinate nemmeno troppo liberamente ispirate al Grande bluff di Luca Barbareschi, programma di Canale 5  del lontano 1996.   
Questo il panorama, escludendo volutamente gli altri canali del digitale terrestre. Compresi quelli Rai E Mediaset.   
In tutta onestà, solo Antonio Ricci non è mai riuscito a farsi imitare. Perché il tg satirico “Striscia la notizia” finora resta davvero unico e inimitabile. Il resto si può pure scimmiottare. Sempre se i telespettatori non si annoiano… 

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)