Visualizzazione post con etichetta Mauro Mazza.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mauro Mazza.. Mostra tutti i post

venerdì 18 febbraio 2011

Sanremo 2011: Benigni non tradisce. Il pubblico rivede l’Italia in musica. Morandi sogna il bis


Alla fine non ha deluso le aspettative, Roberto Benigni. Le aspettative soprattutto del pubblico. E ha fatto il miracolo: ha risvegliato per qualche istante il desiderio di sentirsi italiani. Picco di ascolti di 19 milioni di spettatori, proprio mentre un Benigni giullaresco e da Oscar racconta agli italiani col suo linguaggio l’inno di Mameli, il loro canto. Quasi un’ora di grande spettacolo. Benignano, fino in fondo. Ingresso garibaldino sul cavallo bianco, tricolore a destra e a manca, riferimenti garbati alla filosofia del potere di Silvio Berlusconi, alle debolezze del Partito democratico. Sul finire, un chiaro appello a Umberto Bossi (“Umberto, la vittoria è schiava di Roma, la vittoria, capito?”). Effetto domino sul panorama politico? Macché. La Lega tira dritto. E sui festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il ministro Calderoli si affretta a precisare: "Fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, un decreto legge privo di copertura in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale è pura follia. Ed è anche incostituzionale".

Una stonatura di troppo in un festival finora intonato. In una serata in cui le emozioni hanno dominato davvero. Come quando Morandi ha interpretato "Rinascimento", il brano scritto da Gianni Bella prima che lo colpisse un ictus e da Mogol (quest'ultimo in prima fila), salutando con una calorosa standing ovation il cantautore catanese fratello di Marcella, per intenderci quella delle montagne verdi. L'apoteosi del festival: lirismo benignano contornato da un misto di orgoglio italico e di populismo patriottico. Il leiv motiv della serata traspare nelle esibizioni dei big. Da “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori, interpretata da un coraggioso Davide Van De Sfross a “Va’ pensiero” , uno dei cori più famosi della storia dell’opera tratto dal Nabucco di Giuseppe Verdi, cantato per l'occasione da Al Bano. Da "L'Italiano" con Tricarico e Toto Cutugno e “Mille lire al mese” con Patty Pravo alle nostalgie amorose di un combattente al fronte, “O’ surdato nnammurato”, in bocca a un Roberto Vecchioni in odore di vittoria o comunque di piani alti in classifica, fino alla malinconica “La notte dell’addio”, interpretata da Luca Madonia, con l’ orchestra diretta da un sempre più sfuggente Franco Battiato, e alla tragica vicenda d'oltreoceano di Sacco-Vanzetti che Here’s to you” ha risvegliato con i Modà accompagnati da Emma, primi su iTunes col loro brano in gara. Ciliegina sulla torta: l’afflato patriottico decisamente a tono di Elisabetta Canalis (“ultimamente trascorro sempre più tempo in America, ma l’Italia mi manca davvero tanto, mi sento più che mai italiana”), supportato dal buonumore danzante di Belen Rodriguez, immigrata accolta nel nostro Paese a meraviglia (e poi dicono che non siamo ospitali). Nella terza serata sanremese l’Italia era lì, c’era tutta, dal Manzanarre al Reno, ricostruita con grande fatica - come ha spiegato in conferenza stampa Gianni Morandi - grazie a un duro lavoro. Per una sera l’Italia è tornata a brillare di luci e paillettes, coi dovuti onori e ricordi, la sua gloria e la sua storia. Giusto per una sera, proprio (e solo) a Sanremo.
Prevedibile il ripescaggio da televoto di Al Bano-Tatangelo. Ora già si pensa a Robert De Niro, Monica Bellucci, ai novelli Take That. E ai duetti. Il pubblico ha sognato l’Italia, Morandi adesso sogna il bis. Basta crederci.

Elena Orlando (
elyorl@tiscali.it)

mercoledì 16 febbraio 2011

Sanremo 2011: meno spettacolo, più musica. E Morandi c'azzecca


Pioggia di stelle all’Ariston. Debutto illuminato per Gianni Morandi. Misura, contegno e un pizzico di nostalgia per una tv che non c’è più. Ma soprattutto tanta, tanta musica. La musica prima di tutto. Anche prima dello show. Se non sono i “cari amici vicini e lontani” di Nunzio Filogamo a salutare i primi dieci minuti di festival (“li ho sempre visti”, racconta col cuore in mano il conduttore), ci pensa il composto ping pong di battute di Luca e Paolo a far decollare la prima serata tutta canora del festival. Deluso chi si aspettava quasi una riedizione di Canzonissima. E gli ascolti premiano l’eterno ragazzo rimasto quello della porta accanto nonostante mezzo secolo di popolarità e successo. La prima parte della prima serata del festival è stata seguita da 14.175.000 telespettatori con uno share del 45,20 per cento, mentre la seconda parte da 9.417.000 (share 48,65 per cento). Il picco è stato raggiunto intorno alle 21:56, con 17.088.000.
Una bella soddisfazione che il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Mauro Mazza, il direttore di Raiuno, attribuisce tutto il merito all’entusiasmo di Morandi. Meno spettacolo, più musica, dunque. Formula vincente. Comprese le scivolate glam di Belen-Canalis, un filo tese per l’assenza dei rispettivi boyfriend. Arrivano dopo un'ora di spasmodica attesa, soprattutto del pubblico maschile. Belen Rodriguez avvolta in uno strascico blu di Alberta Ferretti, Elisabetta Canalis circondata dalla chiccheria rosso fiammante di Versace. Le due starlette da riviste patinate scendono le scale con sorrisi da copertina, atterrano con grazia sul palco, un attimo dopo ringraziano il pubblico italiano che le ama tanto. In sala applausi e grida d’incoraggiamento. Meno papere del previsto. Del resto nei primissimi minuti del festival i buoni sentimenti di Antonella Clerici che, contrariamente a quanto dichiarato più volte, fa un’eccezione e per l’amico Gianni decide di passare il testimone insieme alla figlioletta Maelle, devono aver addolcito gli animi delle due show girl.
La scenografia spettacolare di Gaetano Castelli regala al palco una nuova luce. Ma Anna Tatangelo non brilla e il suo “Bastardo” viene subito bocciato dalla giuria demoscopica. Per lei, insieme ad Anna Oxa, le prime escluse tra i 14 big in gara, c’è ora solo la speranza del ripescaggio nel televoto. Non entusiasma Patty Pravo. Deludente il duetto Luca Barbarossa-Raquel Del Rosario. Il solito Al Bano. Molto 883, Max Pezzali. Impennata chic-snob per la straordinaria coppia Luca Madonia-Franco Battiato, passeggero distratto al festival, anche se già si colpevolizza Madonia di essersi lasciato un po’ troppo “battiatizzare” e lo stesso Battiato di aver copiato se stesso. Con “Ti sputtanerò” (sullo sfondo Berlusconi-Fini), Luca e Paolo portano all’Ariston un’attualità ovvia e contenuta. Decisamente più articolato il testo di Roberto Vecchioni, una feroce critica al momento storico che stiamo vivendo e un inno all’amore e all’umanità, troppo spesso calpestata e dimenticata. Meno grintosa del solito Belen nel tango con Miguel Angel Zotto sulle note de La Cumparsita, ha ceduto un po’ della sua grinta ad Emma Marrone che insieme ai Modà l’ha tirata fuori tutta. Sarà ancora una gara tra talent? Tra i giovani occhi puntati soprattutto su Serena Abrami, che arriva dalla fucina di X Factor (ha partecipato alla seconda edizione del programma) e si presenta al festival con un brano interamente scritto, musica e parole, da Nicolò Fabi. Attesissimi i superospiti Andy Garcia e direttamente dall’UK Eliza Doolittle. Chapeu!

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)