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lunedì 30 aprile 2012

Belèn ha una nuova corona



Tolto un Corona se ne fa un altro, di nome Stefano De Martino. Si fa per dire. Perché il nuovo fidanzato di Belèn Rodriguez, il ballerino di Amici ex di Emma, potrebbe essere soltanto l’ennesima pedina di un’ operazione di marketing studiata nei minimi dettagli proprio da Fabrizio Corona. Primo indizio: il blog che si è aggiudicato l' esclusiva del primo bacio tra Belén e De Martino sarebbe di un amico del fotografo che ama girare senza patente. Altra stranezza: la maglietta indossata da De Martino nelle prime uscite pubbliche, un marchio legato al fotografo beccato a pagare in autogrill con banconote false. Senza tralasciare un terzo elemento: i due, quando vengono fotografati, hanno tutta l’ ara di chi sa benissimo di essere l’oggetto di un servizio fotografico.



E se tre indizi fanno una prova, per dirla con Sherlock Holmes, le probabilità che la love story più cliccata e paparazzata del momento sia tutta una montatura pubblicitaria ideata dalla mente diabolica di mister Corona si fanno sempre più alte. A soffrirne sarebbe comunque lei, Emma, cornuta sì ma non certo mazziata dai suoi fan, pronti a fare un tifo da stadio per lei proprio ad Amici e a fischiare Belèn e il suo trastullo senza remissione di colpa.
Il risultato? Maria De Filippi si imbarazza, Emma risorge in classifica scalzando la rivale storica Alessandra Amoroso, De Martino ne guadagna in immagine, anche con qualche punto di sutura a causa dell’incidente in moto proprio insieme a Belèn, che si conquista una nuova corona: quella del primato in classifica in fatto di click. La showgirl argentina infatti è ora la più cliccata in assoluto sul web. Tutti i siti internet e i giornali d gossip le dedicano servizi e copertine.



Meglio di Kate Middleton e di Laetitia Hortis, che fanno la spesa trascinando carrelli come le donne comuni, a lei invece,costantemente in posa per i paparazzi, i fedelissimi maggiordomi portano i pacchi e le tengono l’ombrello. Belèn è proprio una regina. Le basta sculettare un po’ con gli stiletti affusolati di Roberto Cavalli o un paio di shorts attillati per scatenare l’inimmaginabile. Rai e Mediaset se la contendono. E le trasmissioni televisive fano a gara per averla come ospite. Ogni sua scivolata su una buccia di banana, vedi la farfallina di Sanremo, diventa una scivolata glam. Ogni cosa che fa è sacra. Tanto che ora perfino il suo nuovo divertissement sentimental-pubblicitario con De Martino le viene perdonato in nome dell’enorme simpatia che gli italiani nutrono spudoratamente nei suoi confronti. Perché se c’è lei in tv, l’audience sale. Lo spirto si accende. L’elogio del nulla si risveglia. L’immagine della donna-oggetto rifiorisce come il mandorlo in fiore in primavera, il gossip vola basso ma vende un sacco. E così in quel magico mondo dello show-biz, sono tutti felici, paparazzati e contenti. Alè! (Si fa per dire...)  

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

giovedì 16 febbraio 2012

Le pagelle di Sanremo 2012


Sanremo. Nella seconda serata, tornano protagoniste la canzoni. E finalmente appare la bellissima Ivana Mrazova. Eliminati per il momento Dalla e Carone, Irene Fornaciari, i Marlene Kuntz e la strana coppia Bertè-D’Alessio, ripescabili tutti e quattro col televoto.


Dalla-Carone: canzone a dir poco antiquata. Quasi alla Nino D'Angelo. Interpretazione quasi demodè. Dire che il brano assomiglia anche solo vagamente a 4 marzo 1943 sarebbe come avere le traveggole. Dalla ha già dato. Ma per Pierdavide Carone, ex Amici, occasione mancata. Peccato. La prossima volta, vada da solo, che è meglio. L’eliminazione ci sta. E ora, Dalla, non sparare sul festival. Voto 4

Bertè-D’Alessio: lui scugnizzu in frac, lei ribattezzata Richard Benson, resta istrionica e fedele a se stessa. Il brano “Respirare” è orecchiabile e radiofonico, ha un testo ovvio, d’alessiano, ma l’interpretazione di Loredana Bertè gli regalava una marcia in più. Ingiustamente eliminato. Speriamo venga ripescato. Voto: 7 e mezzo.

Nina Zilli: reginetta di questa edizione del festival. Elegante, mai sopra le righe. Il brano “Per sepre” le calza a pennello. Il garbo dell’interpretazione le regala un bel voto: 8.


Arisa: impacciata nel nuovo look, che sembrava promettere faville. E invece si è rivelato un fuoco di paglia. Patetica nell’interpretazione. Meritava l’eliminazione. Voto 4

Marlene Kuntz: sono gli incompresi di questa edizione del festival. Non condivisibile l’eliminazione. Speriamo li riammettano in gara. Voto: 7 e mezzo


Emma: la favorita, non emoziona più di tanto. Il testo del brano appare retorico e un filo melenso. Voto: 7

Eugenio Finardi: per dirla con Dante Alighieri, sanza infamia e sanza lode. Voto 5 e mezzo


Chiara Civello: ci si aspettava di più. Ma non disturba. Interpretazione contenuta, look sobrio per la cantante jazz più conosciuta all’estero. Si attende il suo duetto. Voto: 7

Irene Fornaciari: in una sola parola insignificante. Il brano non adatto alle sue doti vocali, le appiattisce e quasi le mortifica. Giusta eliminazione, condivisibile in pieno. Voto: 4

Matia Bazar: i soliti noti. Habituè del festival. Sempre fedeli a se stessi. Che noia… Voto: 5

Samuele Bersani: decisamente di nicchia, ma resiste. Look interessante e spermentale. Forse non è proprio al meglio di sé ma sempre originale. Voto: 8

Dolcenera: senza pianoforte perde qualche punto. Il brano “Ci vediamo a casa” non è un capolavoro. Voto: 5

Noemi: deludente nella mise e nell’interpretazione. Voto: 5 e mezzo

Francesco Renga: elegante, melodico ma non troppo. Eppure pian piano il brano “La tua bellezza”, che ne esalta a pieno le sue doti vocali, sta entrando a pieno titolo nella terna dei favoriti. Potrebbe conquistare i piani alti del podio e arrivare secondo o terzo. Voto: 7 e mezzo

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

domenica 15 gennaio 2012

Sorpasso senza freccia per Italia's Got Talent. Maria De Filippi & Co. battono Milly Carlucci e le sue stelle danzanti

E stavolta hanno vinto loro. Zio Gerry, la signora Maria e il difficile Rudy Zerbi. Complici le scodinzolate e i continui ammiccamenti di Belen, che quest’anno oscurano le gag del figlio d’arte Simone Annichiarico (che cosa direbbe il papà Walter Chiari?...). La squadra di Italia’s Got Talent ha superato quella danzereccia di Ballando con le stelle. Canale 5 vs Raiuno in una battaglia, quella degli ascolti del sabato sera in prima serata, senza esclusione di bizze. Quelle del pubblico, che sembra ormai – un po’ come gli elettori nei confronti della politica - sempre più qualunquista e voltagabbana. Un po’ di qua, un po’ di là. Un sabato sera su Raiuno, a vedere come se la cavano Lucrezia Lante della Rovere e Simone De Pasquale o l’impacciato e ironico Gianni Rivera in coppia con Yulia Musikhina. Lo show dal format originale di Simon Cowell fa divertire il pubblico. Soprattutto quando ai veri talenti si alternano esibizioni al limite tra il ridicolo e il grottesco, sfiorando la soglia del surrealismo televisivo e di un dilettantismo allo sbaraglio spettacolarizzato al massimo che, su modello della Corrida, tanto piace.

Dati alla mano, Maria De Filippi & Co. vincono la serata con 5.763.000 telespettatori e uno share  del 25.43% (che sale al 28.85% tra i 15-64 anni). Un pubblico vario, quindi. Duro colpo per Milly Carlucci, convinta di avere gli ascolti dalla sua parte. Sarà stata colpa di una certa ripetitività inevitabile per un programma di ballo che, seppur con qualche variazione, alla fine è sempre quello. E consumata la curiosità del primo giro di danze, il pubblico si è annoiato.
A nulla è valso lo humour anglosassone d Bobo Vieri, entrato nel cast dei ballerini con mille polemiche legate al suo cachet di 30 mila euro a puntata, né lo stile pappa e ciccia (quest'anno per la verità non troppa) di Paolino Belli.  
E se da un lato piccoli campioni crescono, dall’altro grandi campioni tramontano. E spenta ormai da un po’ la sua brillante stella calcistica, all’ex bomber non resta che qualche generosa consolazione televisiva.
Ma chi conosce bene la Carlucci sa che lavorerà come una matta per recuperare. Nel frattempo, per rendere la delusione più sopportabile, suggeriamo a Milly di ballare. Baila, anzi, balla, che ti passa! Del resto è appena la seconda puntata. E la partita è ancora tutta da giocare.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

domenica 20 febbraio 2011

Sanremo 2011: vince Roberto Vecchioni, cantore di amore, dissenso e libertà


Era nell’aria. E nel televoto. La vittoria di Roberto Vecchioni al 61esimo festival di Sanremo non è stata una sorpresa. Il professore era già in testa alla classifica delle preferenze. Ed era anche trapelato. Morandi e Mazzi si erano infuriati, già si gridava all’impeachment. Ma poi il buon senso ha voluto che a “Chiamami ancora amore”, il brano più bello in assoluto e più apprezzato dal pubblico a casa, da quello in sala e dagli addetti ai lavori, venisse data la giusta ricompensa. Una scelta condivisa a pieno anche dai giornalisti che quest’ anno hanno avuto parte attiva anche loro nel voto, grazie alla golden share. Una sala stampa soddisfatta, in festa, a mezzanotte e mezza, orgogliosa di aver contribuito ad una vittoria più che meritata. All’una arriva il verdetto. Vecchioni è il numero uno, seguito dai Modà con Emma e dal popolarissimo Al Bano, fiero del suo appeal musicale da sagra paesana e genuino come gli acuti vocali di "Amanda è libera". E già, la libertà. Quasi il suggello, di quello che è stato, insieme all’unione, il motivo dominante della formula Morandi, dove il motto “restiamo uniti”, tra il serio e il faceto ha catalizzato per quasi una settimana intera l’attenzione del pubblico che quest’anno il festival l’ha seguito davvero. Un risultato da record per gli ascolti. Buona anche la tenuta dell’ultima serata, con 12 milioni 136 mila, pari a uno share del 52.12%. La media ponderata della finale risulta di poco inferiore a quella del festival 2010 di Antonella Clerici (53.21%) e di quella dell’edizione 2009 di Paolo Bonolis (54.24%).
E Morandi ringrazia il direttore artistico Gianmarco Mazzi (“ci conosciamo da trent'anni, questo festival l’ho fatto con lui e con Lucio Presta”) e tutti i dirigenti Rai e ammette "questo festival non lo vorrei chiudere". Vecchioni ha raccolto quasi il 50 per cento dei consensi, i Modà con Emma il 40 per cento e Al Bano il dodici per cento, risultato che, dopo l’eliminazione da parte della giuria demoscopica e il ripescaggio, non è male. E’ l’una di notte quando viene dato l’atteso annuncio. Tutti sul palco a celebrare il vate della libertà, il cantore di un’umanità ferita, il portavoce di un malessere diffuso e di un dissenso legittimo, che nessuno può riuscire a imbrigliare. “Chiamami ancora amore, chiamami ancora amore, chiamami sempre amore perché noi siamo amore”, Vecchioni ricanta per la terza volta il suo brano, stavolta in maniche di camicia e senza gli inseparabili occhiali. “Grazie a te, Gianni. Se non mi fossi venuto a prendere tu, non ci sarei mai venuto qui. Sono contento di aver fatto capire che la canzone d’autore unita alla musica popolare può essere la vera grande scommessa per il futuro, la strada giusta da seguire”. Il pubblico dell’Ariston applaude, grida “Bravo Roberto, grande Roberto”. Vecchioni abbraccia tutti, compreso Beppe Vessicchio. Luca e Paolo si ricompongono, dopo essere andati a briglie sciolte su Arcore e aver passato in rassegna i valori della sinistra (“guardare il mondo con gli occhi dei più deboli, lotta dura senza paura, porte aperte agli immigrati, siamo tutti fratelli”). Niente censura. "Tanto è l'ultima sera e ormai nessuno vi può più cacciare", fa notare maliziosamente Morandi. E niente censura nemmeno per l' eleganza smaccata di Elisabetta Canalis che, a conti fatti, ha superato quella di Belen Rodriguez (anche se la statuaria argentina l'ha sorpassata in spontaneità e doti canore e danzanti), concludendo col sublime Giorgio Armani. E adesso? Un velo di malinconia. Spenti i riflettori su Sanremo, cala il siparietto della festa, dell'evento, della sfacciata celebrazione di un’ italianità frivola e pettegola, provincialotta e pacchiana. Che però, come sempre, è riuscita ancora una volta a far parlare di sè e a catturare anche solo per due minuti perfino l’ attenzione dei più distratti.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

sabato 15 gennaio 2011

Sorridete: Il 15 febbraio torna Sanremo

Il sorriso incontinente di Gianni Morandi ci salverà da un’altra edizione del Festival di Sanremo. La sessantunesima. Il suo fair play ci trasmetterà un senso non troppo serio dell’evento. E meno male. Perché quest’anno un’altra edizione simil paesana davvero non si reggeva. E un’altra Clerici neppure. Lui, Gianni, saprà ricordarci che Sanremo è innanzitutto un gran divertimento. Dove, sì, certo, lo spettacolo è al primo posto, di gusto rigorosamente nazional popolare come vuole la tradizione della kermesse canora, ma la musica, la buona musica, tornerà ad avere la sua parte. Discografici avvertiti: quest’anno niente scherzi. Chi vince, venderà. Chissà. Intanto Morandi e Gianmarco Mazzi, direttore artistico del Festival, hanno già da un po’ sfoderato dal cilindro i 14 nomi dei cantanti in gara. Si punta su un misto di vecchio e nuovo. Come dire il classico trench e il nuovissimo pullover i cashmere appena acquistato. Non solo baby star da talent show, dunque, ma anche i grandi nomi della musica italiana.
Per intenderci, ci saranno Nathalie Giannitrapani, vincitrice dell’ultimissima edizione di X Factor, Emma Marrone, la vincitrice dell’ultima edizione di Amici in coppia coi Modà e Giusy Ferreri, la Amy Winehouse de’ noantri, leader incontrastata e campionessa di vendite dell’edizione 2008 di X Factor, ma ci saranno anche Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Patty Pravo, Anna Oxa. E poi Max Pezzali, assente dal palco dell’Ariston dal 1995, quando presentò in gara il brano “Senza averti qui”. Ci saranno gli immancabili Al Bano e Anna Tatangelo, il duetto romantico di Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, il “lombardo” Davide Van De Sfroos e la sua musica popolare, Tricarico e i La Crus.
Ospiti d’onore del Festival, salvo smentite e sorprese dell’ultima ora, dovrebbero essere i Take That, Robert De Niro, Justin Bieber, Lady Gaga, Monica Bellucci e Fiorello.
Insomma un’edizione fashion. Resta solo da sperare che gli ascolti premieranno l’impegno, che si eviteranno casini col televoto e soprattutto che il duello Belen-Canalis verrà combattuto solo a colpi di abiti, senza tirate di capelli varie ed eventuali.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)