venerdì 10 luglio 2009

Un G8 rosa shocking

E' stato il G8 delle mogli dei capi di stato. A cominciare da Michelle Obama, la signora in giallo. Donne affascinanti, sportive, impegnate. Insomma tutto, tranne che veline. All’appello stavolta mancava solo Veronica Lario, grande assente col suo portamento austero, l’espressione solerte e controllata, le labbra carnose e serrate, gli occhi di ghiaccio. Per il resto, c’erano tutte.
C’è stato perfino il colpo di scena di Carla Bruni, arrivata in un misterioso ritardo che Sarkozy aveva promesso di spiegare.
Un’occasione mancata invece per il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna. Giovane e bella, si sa, ma sempre più spaurita. Non solo ha dispensato parole col contagocce, ma ha mantenuto gli occhi sgranati tra le macerie dell’Aquila per l’intera visita in compagnia della signora Obama, che al contrario è apparsa sempre più disinvolta e spontanea.
Se continua così, non ci sarà alternativa: le toccherà rispolverare assolutamente l’espressione che aveva da soubrette.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

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