mercoledì 6 agosto 2008

Lo sfrenato trasformismo di Marco Cavallaro

Da "Il commissario Montalbano" allo spettacolo teatrale "Pericolo di coppia", fino ad approdare all'esuberanza di Neil Simon con la commedia "Risate al ventitreesimo piano", che da dicembre porterà in giro per l'Italia. Insomma, dalla tivù al teatro, dal serio al faceto, dalla realtà al sogno della rappresentazione scenica. Mica male, se pensate che il 22 luglio ha ricevuto il meritato "Premio Charlot Giovani". Marco Cavallaro è uno, nessuno e centomila. Ma solo artisticamente parlando?... Piccola curiosità: fuori se lo filano più che in Sicilia. Come quasi sempre accade, tranne rare (ma rare) eccezioni, nemo profeta in patria.

Pubblico di seguito una mia breve intervista a lui, apparsa su "La Sicilia" del 5/08/2008

“Il mio mestiere? Una magnifica illusione. E io sono un illuso cronico. Mi illudo sempre delle cose belle”. L’incanto non tradisce nemmeno per un attimo Marco Cavallaro. Nato a Giarre 32 anni fa, da sette vive a Roma, dove fa l’attore (ha interpretato Tortorella nella fortunata serie tivù “Il commissario Montalbano”), lo sceneggiatore, il produttore (da due anni ha creato, insieme all’amico scenografo Federico Marchese , la società di produzione “Esagera”. Vedi sito www.esagera.com). Ha fatto la gavetta al Teatro Stabile di Catania. E il suo blog, nato un po’ per gioco, è frequentatissimo, soprattutto perché lui ama raccontare i dettagli del suo mestiere da insider. Lo scorso 22 luglio, tra le imponenti colonne ioniche del tempio greco di Paestum, ha ricevuto un importante riconoscimento, il primo a livello nazionale, ovvero il “Premio Charlot Giovani”, giunto al suo ventesimo compleanno, grazie allo spettacolo “Pericolo di coppia”, da lui scritto e prodotto, con la regia di Claudio Insegno.
“Con quasi 600 repliche, abbiamo girato in lungo e in largo l’Italia, portando in giro i drammi della coppia, quelli in cui tutti noi ci riconosciamo. Ma, nonostante le difficoltà, si va avanti lo stesso. Per fortuna c’è il lieto fine”.

Qual è il rischio maggiore per una coppia?
“Direi la monotonia”.

E la sua vita di coppia invece come va?
“(Ride) Beh, direi bene. Ho analizzato talmente a fondo i problemi di coppia che ormai conosco quasi tutte le situazioni e so come uscirne fuori. Come dire, conosco tutti i trucchi”.

Ora, che cosa sta preparando per il suo pubblico?
“Intanto, continueremo a portare in giro “Pericolo di coppia”. E poi, sto producendo “Risate al ventitreesimo piano”, un’esilarante commedia di Neil Simon sulla tv spazzatura. Poco prima di Natale, inizieremo la nuova tournée di cinque mesi e verremo anche in Sicilia. E forse a Catania”.
Nel suo curriculum c’è teatro, ma anche televisione. All’appello manca solo il cinema.
“Già, proprio non mi vuole… E dire che ho appena scritto una sceneggiatura per un film, ed è anche piaciuta, però non so ancora come andrà a finire. Da questo lavoro è nato "Parola d’onore", il mio ultimo libro, in uscita a ottobre”.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido con Stella Mattutina che l'attore Marco Cavallaro è uno "sfrenato trasformista".
Ho letto che Marco Cavallaro fa parte della scuderia dell’«Artist Management» (si ricordano Gigi Garretta, la 'iena' catanese di «Italia Uno», Perla Francalanci che ha "messo a nudo" le sue qualità in "Calendari Ufo Plast" 2006 e 2007 [la conosci Luca Bagatin?], l'ex-non è la rai Vanessa Viola). Quindici anni di teatro e oltre 40 messinscene con testi di Cechov, Aristofane, De Filippo, Rosso di San Secondo, etc. È stato pure in una edizione di Taormina Arte(1997). Ha fatto un musical di Cucchiara.
Su IMDb.com si legge che Marco Cavallaro nel «Commissario Montalbano», prodotto dalla RAI, ha partecipato in 8 episodi come attore e doppiatore: Il senso del tatto, Gli arancini di Montalbano, L'odore della notte, Gatto e cardellino (2002), Il giro di boa, Par condicio (2005), La pazienza del ragno, Il gioco delle tre carte (2006). Ha lavorato per Mediaset (Laboratorio 5, Archimede). E tanto tanto altro.
Attore-autore atipico - passato dal teatro al cabaret - coraggiosamente ha dichiarato: la categoria degli attori, nonostante io ne faccia parte, è odiosa. Non ha un profilo su Wikipedia, non ha il classico "official site" (già occupato da un fotografo) però è su Myspace(http://www.myspace.com/marcocavallaro). Come scrittore non si fa mancare neppure un blog personale. Ha fatto tanta tv ma sogna il cinema.
Marco Cavallaro è un esempio di attore moderno. Dice che nella vita occorre costanza, bisogna crederci e consiglia a chi vuol intraprendere il suo lavoro che bisogna studiare. Il suo motto è essere preparati e rompere i coglioni. Non prendersi troppo sul serio, perchè tutto è una "Magnifica Illusione". Bravo Marco! Ti auguriamo un prolifico futuro cinematografico. Ti consigliamo di non lasciare mai del tutto il teatro e il contatto con il pubblico.

Marco Cavallaro ha detto...

Grazie.....beh almeno qualcuno che mi fila in "Patria" c'è....

Marco Cavallaro ha detto...

Grazie andrea per la tua scrupolosa ricerca nei miei riguardi....ti ringrazio....stai tranquillo che non lascio il teatro ne il contatto con il pubblico....faccio l'attore e n ho bisogno...io lavoro per loro...il cinema,se mai lo farò, lo uso per poter poi fare il teatro che voglio fare con più facilità....spero che adesso anche tu venga a vedermi a teatro e che siventi un lettore del mio blog oltre a quello di stella mattutina...grazie ancora.

Stella mattutina ha detto...

Senti un po' , Marco, ma com'è che la categoria degli attori è tanto odiosa?? Dicci, dicci...

Secondo me, non meno di quella dei giornalisti. E.

Marco Cavallaro ha detto...

Non conisco i giornalisti...ma diffidate dagli attori!!!

Stella mattutina ha detto...

Com'è andato il tuo spettacolo? Raccontaci...

Marco Cavallaro ha detto...

Va sempre bene...e spero un giorno tu possa vederlo e...recensirlo...