giovedì 7 maggio 2009

La Lussuria a Lodi è un vero peccato


Roba di lusso. Agghindata di sregolatezza. Intrisa di perdizione. Terribilmente smodata. Nella Lodi mesta ma non affatto modesta, dal 7 al 17 maggio la settima edizione del Festival dei Peccati capitali si abbandona alla Lussuria e al suo opposto, la Castità. Dopo l’Ira (ed. 2003), la Gola (ed. 2004), la Superbia (ed. 2005), l’Avarizia (2006), l’Accidia (2007) e l’Invidia (2008).
Si ritorna così nel quinto canto della Divina Commedia, al secondo cerchio dell’Inferno, laddove «Minosse sta orribilmente e ringhia di rabbia», laddove finì l’eccentrica Cleopatra, e poi Semiramide, e poi ancora Didone, Elena di troia, Paride, Achille e il buon Tristano. Ma soprattutto dove si amarono al di là di ogni regola e limitazione Paolo e Francesca, presi da un piacer sì forte. Tutta gente «che la ragion sommette al talento».

Nella dottrina cattolica classica, la lussuria il frutto della concupiscenza della carne (al pari del peccato di gola e dell'accidia) che infrange sia il Sesto Comandamento che vieta di commettere atti impuri sia il Nono che riguarda il desiderare la donna d'altri.
Nella modernità contemporanea, la bussola che orienterà undici giorni di spettacoli a tema "piccante", con tanto di improvvisati "speaker’s corner" in cui si leggeranno romanzi lussuriosi, installazioni, workshop, concorsi, ma soprattutto mostre e dibattiti a tema. Ci sarà perfino una mostra a tema sull'erotismo dei fiori (Flora impudica) e quella dedicata all’immancabile Marilyn Monroe nelle Fotografie di Sam Shaw, il più grande sex symbol degli anni ’50.

In Piazza del Broletto ci sarà l’installazione "Sussurri lussuriosi": un tunnel di voci, suoni, musiche, sussurri e singulti e voci che citano testi di tutti i tempi, dalla Bibbia al Decameron fino alle immancabili poesie di Alda Merini, e ancora la danza del ventre. E siccome il sesso se la intende bene col cibo, tutti i ristoranti della città proporranno menu speziati, piccanti e afrodisiaci.
Per i dibattiti, è prevista la presenza del filosofo della scienza Giulio Giorello, di attori come Lucia Vasini, Paolo Rossi, Alessandro Bergonzoni, del criminologo Massimo Picozzi, del giornalista Armando Massarenti e del critico Aldo Grasso, di scrittori Sveva Casati Modignani, Efraim Medina Reyes e Vincenzo Cerami, del filosofo Carlo Sini, del neuroscenziato Alberto Oliverio, e ancora di Allan Bay insieme a Roberta Schira e ai loro segreti enogastronomici. Non mancheranno gli ospiti abituali come Jiso Forzani ed il biblista Paolo De Benedetti.

E la Castità? Anch'essa freme parecchio. Con la sua fisionomia candida, è la versione virtuosa della Lussuria. Alla fine, che strada scegliere? La battaglia si gioca tutta su un terreno scivoloso. Lo spirito è forte, la carne è debole. Ma alla fine, chissà perché, vince sempre…

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

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