mercoledì 14 gennaio 2009

In “Four Single Fathers”, tutte le “ansie da prestazione” maschili

Già è difficile essere padre. Una missione spesso infestata da scontri generazionali, dove non si sa mai dosare fino in fondo severità e permissivismo. Perché se frusti fai troppo male e se dispensi di continuo caramelle fai male lo stesso. Figuriamoci poi se tocca esserlo da single perché si è stati abbandonati, una relazione è finita male, la donna che si pensava quella della vita non si è poi rivelata la persona giusta.

Gabriele Muccino
lo racconta in una fiction, “Four Single Fathers” (la regia è di Paolo Monico), in onda il 15 gennaio in prima serata su Canale 5, che segna un ritorno, seppur momentaneo, sul piccolo schermo, dopo l’esordio alla regia in “Un posto al sole” e alcuni spot.

La storia è vista dalla parte degli uomini. E il tv movie appare l’ alter ego a testa in giù di “Sex and the City”, dove si raccontano aspirazioni e capricci delle signorine americane in carriera. Stessa ambientazione, ancora una volta negli States (le riprese sono state fatte a Boston e a New York). Ma stavolta si racconta il mondo maschile. Perché la sfiga è bisex, assale sia femmine che maschi. E allora ecco quattro newyorkesi di origini italiane, Jacopo, Dom, Ennio e Gorge legati tra loro dalla comune scuola dei figli, la prestigiosa International School, e dalle comuni sventure coniugali. Testimoni involontari dei rispettivi conflitti sentimentali e matrimoniali e della difficile gestione del rapporto con la prole, i quattro intrecciano un legame di solidale complicità in attesa che le loro mogli o ex mogli decidano di perdonarli per gli errori commessi.

Il genere è quello della romantic comedy, tanto cara al nuovo corso anti-ansiogeno di Giancarlo Scheri, direttore Fiction di Mediaset. Tra gli interpreti: gli stranieri Francesco Quinn, Lenny Venito, Joe Urla e l’italianissimo Alessandro Gassman, che racconta: «Il mio personaggio è Jacopo, uno sciupafemmine, il classico e incallito donnaiolo che però inesorabilmente capitola nel momento in cui si innamora veramente, trasformandosi in un vero e proprio uomo zerbino. Ma in fondo sarà un cambiamento in meglio perché cambierà stile di vita e abitudini».

E già, prima o poi tutto cambia. Non solo per Jacopo. L’importante è che i figli, una volta tagliato il cordone ombelicale, non si dimentichino troppo dei loro genitori.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it), pubblicato su www.alessandrorosina.it. 

Nessun commento: