venerdì 30 gennaio 2009

Su Alessandro Rosina, qualche fraintendimento di troppo

Di questi tempi, nei confronti di Alessandro Rosina i giornalisti non hanno proprio il bavaglio spalmato di miele. Se ne sono accorti un po’ tutti. Soprattutto i lettori, che leggendo qualche giornale non avranno esitato a notare lo stravolgimento dei fatti, delle interpretazioni, delle frasi riportate male. Eppure ogni bravo cronista che si rispetti dovrebbe rispettarlo, il diritto di cronaca, riverirlo e onorarlo tutti i giorni della sua vita. E invece pare che ultimamente si finisca per scivolare sulla fatidica buccia di banana. Ed eccoli lì, il fraintendimento, il malinteso, la mala fede. E Rosina viene gettato, senza pensarci su due volte, in pasto ai pescecani, nel cinico e spietato tritacarne dei media.

Ma ripartiamo da dove la storia ha avuto inizio. Riferendosi alle ultime contestazioni in campo, in un’intervista a un noto quotidiano nazionale, il capitano del Toro si rivolge ai tifosi con queste parole: «Bisognerebbe aspettare la fine della partita». I giornalisti invece riferiscono: «Rosina: non sono un tifoso del Toro». In realtà Rosina aveva semplicemente detto: «Contestare dopo solo 23 minuti di gioco è sbagliato. Io faccio il giocatore. I tifosi facciano i tifosi». Come dire: qualche volta la distinzione dei ruoli serve.

Ecco, si può anche capire male, per carità. Nessuno è infallibile. A maggior ragione i giornalisti, bombardati da centinaia di notizie al minuto. Ma il dubbio sorge: che cosa avrà fatto pensare al giornalista in questione di sentirsi in dovere di andare un po’ più in là, attraversando il filo spinato, fino a ritrovarsi nel campo minato dell’irrealtà, della menzogna, della costruzione mediatica di qualcosa che poi di fatto non esiste?

Gettare Rosina in pasto all’opinione pubblica è già di per sé assai rischioso. Lo è ancor di più se lo si getta senza scrupolo nell’acqua bollente. Se poi lo si fa per fare notizia a tutti i costi, sollevare un inutile vespaio, fomentare sterili polemiche e creare qualche problemino d’immagine, tutto diventa semplicemente assurdo.

Ma siccome la verità, di per sé, messa a confronto con l’errore, trionfa e Locke ne era fermamente convinto, Rosina tiene a precisare che le sue parole sono state fraintese. E tutto torna più chiaro. Resta il fatto che chi fa informazione e dà le notizie dovrebbe quanto meno sforzarsi di essere preciso e obiettivo. Se poi fosse anche leale e onesto, beh, sarebbe tutta un’altra storia.

Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)

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